Chi non conosce il Game Boy? Questa storica linea di console Nintendo è stata, per lungo tempo, sinonimo del concetto stesso di portabilità: era impossibile concepire una console portatile senza pensare prima di tutto al Game Boy della casa di Kyoto.
Nel tempo le cose sono cambiate: c’è stato l’arrivo della famiglia DS prima e 3DS poi, la concorrenza con PSP e PS Vita di Sony, e infine la diffusione di console portatili come Nintendo Switch, adattabili a più media grazie a cavi HDMI, TV mode e quant’altro.
Forse anche per questo è diventato ancora più piacevole guardare indietro con un pizzico di nostalgia all’epoca in cui di fatto l’unico modo per giocare “on the go” era il Game Boy, console che ha davvero segnato una generazione.
Oggi però non vogliamo parlare dei successi di Nintendo con questo marchio, ma piuttosto delle versioni meno conosciute del Game Boy, che possono arricchire notevolmente la collezione di ogni appassionato. Non parleremo di singole edizioni speciali, ma di veri e propri modelli/linee di prodotti collegati a Game Boy, presentate in ordine cronologico di rilascio sul mercato giapponese.
Se sei interessato a edizioni Game Boy limitate dedicate a particolari eventi o franchise, puoi invece dare un'occhiata all'articolo linkato qui sotto.
Game Boy Play It Loud! / Game Boy Bros.
Un Game Boy "Play it Loud!" vintage messo in vendita su Mercari Japan
Il primo Game Boy è stata una delle console più longeve di tutti i tempi: entrato in commercio nel 1989 in Giappone, la produzione di questa linea cessò solamente nel 2003, un arco di tempo davvero impressionante, soprattutto considerando che tutti i suoi successori avrebbero avuto un ciclo vitale di circa 5 anni!
Ciò che stupisce ancora di più è il lungo periodo durante il quale Nintendo non sentì il bisogno di rilasciare neanche delle revisioni; il celebre Game Boy Pocket, versione ridimensionata e migliorata a livello tecnico del modello originale, arrivò infatti solamente nel 1996, quindi 7 anni dopo.
In realtà, esisterebbe una prima revisione datata 1995, conosciuta comunemente come Game Boy Play It Loud! dai fan, per via della campagna pubblicitaria ad essa dedicata. Questa linea venne lanciata in Giappone con il nome Game Boy Bros., e l’idea era quella di fornire nuove colorazioni per il modello originale di Game Boy. Si trattava di qualcosa di mai provato prima da Nintendo, ma che sarebbe diventato un precedente storico per tutti i modelli successivi, che infatti sarebbero sempre stati disponibili in diverse colorazioni.
A livello tecnico, non ci sono differenze rispetto alla console originale; le novità stavano infatti solo nella colorazione del case (vennero prodotte 8 colorazioni, di cui la bianca, esclusiva giapponese, è considerata una delle più rare), dei tasti e dei bordi dello schermo. Oggi le potremmo considerare delle semplici colorazioni alternative, ma vista la loro importanza storica non posso mancare in una collezione completa.
Game Boy Light
Un Game Boy Light, da un annuncio disponibile su Mercari Japan
Il 1998 fu davvero importante per il Game Boy. Fu proprio quell’anno, ad ottobre nello specifico, che arrivò finalmente il primo, vero erede della console originaria, e cioè il Game Boy Color. I fan hanno dibattuto a lungo su come collocare la console; a metà tra un semplice upgrade e un successore a pieno titolo, condivideva sì una buona parte del suo line-up di giochi con il Game Boy originale, ma al contempo disponeva di un numero sufficiente di titoli esclusivi da dare ragione a chi voleva considerarlo una console a sé stante.
Prima del suo arrivo, però, il Giappone ricevette un’ultima revisione per il Game Boy originale. Nell’aprire 1998 arrivò infatti il Game Boy Light, la prima console portatile Nintendo dotata di retroilluminazione, una feature che non avremmo più rivisto fino ai tempi di Game Boy Advance SP. Forse proprio per via dell’uscita così ravvicinata con Game Boy Color, la console non venne mai commercializzata in occidente, diventando quindi un oggetto molto ambito dai collezionisti.
Game Boy Light è leggermente più grande di Game Boy Pocket, ma proprio come quest’ultimo funziona “solamente” con due batterie AA (ricordiamo che il modello originale ne richiedeva ben quattro!), che consentono di avere 12 ore di gameplay con la retroilluminazione attiva e 20 senza di essa. Venne rilasciato in diverse colorazioni: le più comuni da trovare sono oro e argento, ma ne esistono diverse altre che sono diventate davvero difficili da recuperare anche per i fan più accaniti.
Game Boy Advance SP AGS-101
Game Boy SPI AGS 101
Tutti gli appassionati conoscono il Game Boy Advance SP, per cui potrebbe sembrare strano includerlo in questa lista. Il motivo è che Nintendo rilasciò silenziosamente una seconda versione del suo device, distinguibile per il suo codice di produzione. I Game Boy Advance SP AGS-101 presentano infatti una differenza fondamentale rispetto alla versione originale: lo schermo è retroilluminato anziché essere illuminato frontalmente.
A parole questa differenza può sembrare di poco conto, ma basta vedere fianco a fianco le due versioni per notare quanto sia incisiva. L’illuminazione offerta dal modello AGS-101 è semplicemente imbattibile, molto più vicina a quella offerta dalle console successive in termini di qualità visiva.
Questo rende Game Boy Advance SP AGS-101 non solo un modello molto ambito dai collezionisti, ma anche il migliore Game Boy di sempre su cui giocare, vista la sua capacità di riprodurre tutti i titoli della linea Game Boy, nella loro forma migliore.
Game Boy Micro
Game Boy Micro nella colorazione classica
L’ultimo modello della linea Game Boy arrivò nel 2005 con Game Boy Micro, che a dispetto della mancanza di “Advance” nel suo nome ufficiale appartiene comunque a quella famiglia di dispositivi. Si trattava di un modo per Nintendo di capitalizzare sul successo della sua vecchia console portatile di punta, mentre si preparava a sostituirla con il celebre Nintendo DS, che da lì a qualche anno avrebbe frantumato ogni record di vendita.
Proprio per il suo posizionamento storico, Game Boy Micro è stato ben presto dimenticato da buona parte dei fan. Non aiutavano poi altri fattori; la console era infatti estremamente piccola, rendendo scomodo per alcuni giocare per lunghe sessioni su di essa, e perdipiù abbandonava completamente la retrocompatibilità con i giochi targati Game Boy e Game Boy Color, ormai ritenuta inutile da Nintendo.
Queste caratteristiche hanno spinto buona parte della community a ritenere Game Boy Advance SP il modello superiore, anche a distanza di molti anni.
Tuttavia, Game Boy Micro rappresenta comunque una piccola chicca da tenere presente per la propria collezione. Le sue dimensioni non lo rendono certo l’ideale per lunghe sessioni di gaming, ma al contempo gli donano un design davvero unico ed irresistibile, complice anche la possibilità di cambiare la mascherina frontale, sia con altre cover ufficiali che con alternative fan-made. Insomma, un device portabilissimo e fortemente personalizzabile, che incapsula molto bene la metà degli anni ’00.
Conclusione
Negli oltre 15 anni di esistenza del Game Boy nelle sue varie forme, sono davvero tanti i modelli e le edizioni limitate dedicate ad una console che è davvero un simbolo del gaming moderno! Per via del suo status di icona della cultura pop, i Game Boy originali sono tuttora molto ricercati sul mercato secondario da parte dei collezionisti.
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