La saga di Final Fantasy è una delle più amate del mondo videoludico, soprattutto dagli appassionati di JRPG.
Il franchise nasce con la firma di Hironobu Sakaguchi, ma nel corso del tempo sono stati diversi i director che si sono cimentati con almeno un episodio della serie.
Oltre ai director, però, ci sono altri nomi che sono profondamente legati ai numerosi capitoli: è impossibile non pensare a Final Fantasy senza pensare anche a Yoshitaka Amano, che ha curato il character design di diversi episodi, e Nobuo Uematsu, autore delle colonne sonore.
Oggi vogliamo concentrarci proprio sui capitoli che hanno dato origine alla fortuna di questa serie, vale a dire i capitoli da 1 a 6, prima del successo planetario arrivato con il celebre Final Fantasy VI.
Si tratta di giochi molto conosciuti e francamente sarebbe ridondante spiegare perché chi non li ha ancora giocati dovrebbe farlo, visto che si tratta di pietre miliari del genere JRPG; per questo vogliamo raccontarvi alcuni aneddoti interessanti e poco conosciuti su questi titoli, dando per scontato che siamo ovviamente tutti d’accordo sulla loro qualità.
Vincere facile: il bug Vanish/Doom di Final Fantasy VI
Scontro con il boss Humbaba in Final Fantasy VI
Final Fantasy VI è probabilmente il capitolo più universalmente amato dell’epoca classica del franchise.
Sicuramente a questo successo hanno contribuito fortemente la storia e i personaggi; FF VI presenta uno dei racconti più appassionanti mai raccontati in un videogioco fino a quel momento, con un cast di protagonisti davvero stellare, in grado di rimanere impresso nelle menti di chiunque lo abbia giocato (per non parlare dell’iconico antagonista, Kefka).
La prima curiosità che vogliamo raccontare su questo titolo, però, riguarda le sue battaglie. Il gameplay di FF VI introduce un battle system basato sulle abilità che possono essere insegnate ai personaggi, un elemento che sarebbe poi diventato comune, in diverse forme, anche nei capitoli successivi.
Due delle abilità che possono essere imparate sono Vanish e Doom, protagoniste di un curioso bug presente nell’originale versione SNES del gioco.
Vanish infligge lo stato Invisibile a chi viene colpito da questa magia. Per chi non lo sapesse, lo status di Invisibile significa che il bersaglio diventa vulnerabile a qualsiasi attacco magico; ed è proprio qui che entra in gioco Doom.
L’abilità Doom ha come conseguenza la sconfitta istantanea del nemico che ne viene colpito. Per questo motivo, i boss di FF VI ne sono completamente immuni, o almeno questo è quello che succede normalmente.
Tuttavia, a causa di un bug succede qualcosa di imprevisto: una volta che il nemico è stato colpito da Vanish, ed è quindi affetto da invisibilità, il gioco “salta” alcuni check sulle statistiche, inclusa l’invulnerabilità ad attacchi come Doom.
In poche parole, qualsiasi nemico di FF VI può essere sconfitto in un solo colpo a patto di usare prima Vanish, seguito poi da Doom. E questo vale anche per i boss, rendendo di fatto tutte le battaglie del gioco una passeggiata di piacere.
Il bug è stato parzialmente corretto nelle successive release, ma in realtà è ancora possibile sfruttarlo nella versione PlayStation di FF VI, tranne nel caso del boss Humbaba; paradossalmente, persino il fix implementato per questo boss può essere a sua volta aggirato per sfruttare comunque il bug, che dunque scompare effettivamente solo dalla release su Game Boy Advance in poi.
Il destino di Terra in Final Fantasy VI (contiene spoiler)
Statuetta di Terra di Final Fantasy VI
La seconda curiosità inerente a Final Fantasy VI contiene spoiler sul finale, dunque invitiamo a continuare nella lettura solamente coloro che hanno già giocato il titolo e che sanno cosa succede, o comunque quelli che sono indifferenti alle anticipazioni di trama. Ancora un momento per smettere di leggere, vi abbiamo avvisati!
Sappiamo tutti che nel finale di FF VI, Terra riesce a sopravvivere agli eventi del gioco; nonostante la possibilità che la protagonista scompaia insieme agli altri Esper venga menzionata nel corso dell’avventura, alla fine la sua parte umana le consente di continuare a vivere la sua vita, dando al gioco un lieto fine. Eppure, le cose sarebbero potute andare molto diversamente.
Stando a diverse interviste con gli sviluppatori, Terra sarebbe dovuta morire nel finale, ma la storia venne cambiata in corso d’opera perché giudicata troppo estrema.
Dobbiamo tenere a mente il contesto del mondo videoludico dell’epoca: FF VI è uscito originariamente nel 1994, un’epoca in cui la morte di un personaggio principale nei videogiochi era praticamente ancora un taboo.
Le cose ovviamente sarebbero cambiate ben presto, grazie anche alla stessa saga di Final Fantasy: il destino di Aerith in FF VII ha contribuito a rendere il gioco iconico e a lasciare un vuoto in tutti coloro che hanno vissuto le avventure di Cloud e compagnia sulla prima PlayStation. Per sua fortuna, Terra ha avuto un destino differente.
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Oltre la metà dei dialoghi in Final Fantasy IV vennero tagliati (ma sono sopravvissuti)
Dialogo dal remake Nintendo di Final Fantasy IV
Final Fantasy IV è considerato il “primo” capitolo della serie a dare molta importanza alla storia, con un background approfondito per tutti i personaggi e una maggiore attenzione all’intreccio narrativo rispetto ai capitoli precedenti.
In effetti, si tratta di un titolo rivoluzionario per l’epoca in cui è uscito, e sebbene la storia possa apparire fin troppo semplicistica per gli standard odierni, bisogna comunque riconoscere l’impatto che ha avuto sulla serie e sul videogioco come medum.
È sorprendente quindi pensare che Sakaguchi avesse avuto ambizioni molto più elevate per questo capitolo; sappiamo oggi che oltre il 70% dei dialoghi venne tagliato, il che contribuisce a dare un’idea di quanto il gioco avrebbe dovuto essere focalizzato sulla narrativa e sulle storie raccontate da tutti i suoi personaggi.
Parte dei dialoghi è ancora reperibile nel codice del gioco dell’originale versione SNES, ma per fortuna i contenuti tagliati sono stati ripristinati nel remake per Nintendo DS.
Sebbene non sia amato universalmente da tutti i fan di FF IV, il remake su DS non solo regala al titolo una rinnovata veste grafica in 3D, ma porta anche tantissime aggiunte a livello di storia, che rendono il gioco ancora più godibile.
Per gli amanti di Final Fantasy, e in particolare del quarto episodio, giocare entrambe le versioni consentirà di apprezzare al meglio i cambiamenti apportati dal remake.
La storia continua: i sequel di Final Fantasy IV
Un combattimento su Final Fantasy IV: The After Years
Vista l’importanza della storia in Final Fantasy IV, non stupisce sapere che il gioco abbia ricevuto non uno, ma ben due sequel; quello che sorprende sono le tempistiche di rilascio, dato che stiamo parlando di due giochi rilasciati a quasi vent’anni di distanza dal titolo originale.
Final Fantasy IV: The After Years è un sequel uscito originariamente sul defunto servizio WiiWare di Nintendo Wii, ambientato 17 anni dopo il gioco originale.
Il gioco vede per protagonisti non solo i personaggi già conosciuti nel primo capitolo ma anche i loro discendenti, con tanti volti completamente inediti che fanno qui la loro comparsa per la prima volta.
Il gioco non ha sicuramente l’incisività del suo predecessore, ma rimane comunque un pezzo da collezione che non può mancare per qualsiasi appassionato di Final Fantasy.
Sfortunatamente, oggi non è più possibile recuperare la versione originale per Wii, ma il gioco è stato rilasciato nuovamente per PlayStation Portable come parte del bundle Final Fantasy IV – The Complete Collection, che include il gioco originale (nella sua versione 2D), Final Fantasy IV: The After Years e il nuovo Final Fantasy IV: Interlude, che come si può intuire dal titolo è un capitolo di intermezzo che serve a connettere gli altri due capitoli.
Nonostante i due sequel siano molto più limitati in quanto a mole contenutistica e ambizione del progetto (dopotutto non stiamo parlando di due titoli realizzati con un alto budget, come è successo invece con Final Fantasy X-2 o Final Fantasy XIII-2), si tratta comunque di un lodevole tentativo di espandere la storia di Cecil e dei suoi compagni, andando ad arricchirla con ulteriori dettagli, che faranno sicuramente la gioia di chi ha apprezzato questo particolare episodio.
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Conclusione
Final Fantasy è una serie ricca di segreti, che non smetterà mai di stupirci, né guardando al passato, né guardando al fututo.
In questo nostro approfondimento abbiamo voluto concentrarci su due episodi molto amati dell’epoca classica della serie – Final Fantasy IV e Final Fantasy VI – ma ogni singolo episodio ha tanto da raccontare, e magari avremo altre occasioni di scoprire cos’hanno da nasconderci gli altri giochi di questa iconica saga.
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