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4 giochi retrò di Dragon Ball da recuperare assolutamente

Il franchise di Dragon Ball ha conquistato il cuore di milioni di appassionati in tutto il mondo nel corso dei 40 anni dalla sua nascita.

Un successo cominciato già con il manga di Akira Toriyama, che si è poi consolidato grazie ai numerosi adattamenti anime che si sono susseguiti negli anni, dove ancora oggi possiamo vivere le gesta di Goku e compagni, come con il nuovo Dragon Ball Daima.

Proprio in virtù del grandissimo successo di Dragon Ball, anche gli adattamenti videoludici non hanno tardato ad arrivare.

Già quando la serie originale era ancora in corso ci furono i primi tentativi di replicare le avventure di Goku su console, e oggi i videogiochi dedicati a Dragon Ball sono sempre di più e sempre più variegati.

Se però ci sono giochi molto conosciuti, soprattutto in ambito picchiaduro, ci sono anche alcuni titoli di nicchia che meriterebbero di essere recuperati da ogni appassionato della saga.

Scopriamo insieme quali sono alcuni di questi episodi e perché dovrebbero essere ricordati dai fan ancora oggi, in ordine completamente casuale.

Dragon Ball: Advanced Adventure (Game Boy Advance, 2004)

Screenshot di DB Advanced Adventure, Goku combatte due mostri
Screenshot da Dragon Ball: Advanced Adventure per Game Boy Advance

Non è un mistero che Dragon Ball Z sia la saga di Dragon Ball che ha ricevuto più adattamenti videoludici, e non dovrebbe neanche stupire.

Dopotutto, stiamo parlando della saga più popolare del manga, che si è imposta nell’immaginario collettivo come “la” serie di Dragon Ball. Tuttavia, questo non significa che manchino esempi di ottimi giochi dedicati anche al resto della storia.

Dragon Ball: Advanced Adventure, uscito il 18 novembre 2004 in Giappone su Game Boy Advance, ci racconta proprio la prima parte delle avventure di Goku, a partire dall’inizio fino allo scontro con King Piccolo (in Italia conosciuto come il Grande Mago Piccolo).

Si tratta di un action/platform a scorrimento in 2D, dove Goku deve farsi strada attraverso numerosi livelli colmi di nemici da eliminare.

A spezzare il ritmo ci sono dei livelli di volo, oltre a dei combattimenti 1vs1, disponibili anche in una modalità separata da quella principale.

Sia le fasi platform che il combattimento stesso sono molto basilari, e sicuramente manca la profondità vista in altri giochi; nonostante questo, però, Dragon Ball: Advanced Adventure conserva un fascino unico, sia per la sua deliziosa direzione artistica che per le numerose chicche che riserva per gli appassionati di questa saga.

Ad esempio, una volta terminata la modalità storia con Goku è possibile affrontarla nuovamente con Crilin, ed è possibile anche sbloccare una modalità extra che permette di affrontare tutti i livelli usando numerosi personaggi secondari, come Yamcha, Tensing, Pilaf, Shu, Nam, Gohan (in questo caso il nonno di Goku, ovviamente) e tantissimi altri.

Già questo, da sé, lo rende una piccola perla per ogni fan.

Dragon Ball: Origins & Dragon Ball: Origins 2 (Nintendo DS, 2008 & 2010)

Screenshot di Dragon Ball Origins, Goku festeggia con Peace sign
Screenshot da Dragon Ball: Origins su Nintendo DS

 

Rimaniamo in tema con Dragon Ball: Origins e Dragon Ball: Origins 2, usciti rispettivamente il 18 settembre 2008 e l’11 febbraio 2010, entrambi su Nintendo DS. In questo caso, parliamo di action-adventure che utilizzano una visuale e un gameplay di base molto simile a quello visto in The Legend of Zelda: Phantom Hourglass, sempre su Nintendo DS.

In poche parole, il comando di Goku viene affidato a touch screen e pennino, che servono sia per il movimento che per gli attacchi.

Il primo episodio è diviso in diversi livelli, che narrano la storia di Dragon Ball a partire dal primo incontro tra Goku e Bulma fino al 21esimo torneo Tenkaichi.

Come per il titolo precedente, anche qui il gameplay è piuttosto semplice; il gioco si soprattutto sul combattimento, con qualche piccolo enigma ambientale sparso negli stage.

La durata della storia è però molto più elevata rispetto a Dragon Ball: Advanced Adventure, mentre a mancare sono gli extra; tolti alcuni collezionabili, c’è poco da fare oltre a rigiocare i livelli per ottenere un punteggio più alto.

Il secondo episodio, Dragon Ball: Origins 2 si concentra sull’arco narrativo legato all’Esercito del Fiocco Rosso (Red Ribbon), e propone diverse novità.

Innanzitutto, è possibile giocare anche utilizzando i pulsanti tradizionali, in alternativa alla combo di touch screen e pennino del primo episodio.

Inoltre, il giocatore può controllare anche altri personaggi oltre a Goku, come Yamcha, Crilin e Bulma.

Anche i livelli appaiono più profondi e rigiocabili, grazie a un maggior numero di percorsi opzionali, ricchi di segreti da scoprire e puzzle ambientali da risolvere.

È un vero peccato che la serie non sia proseguita, e difficilmente rivedremo questi titoli riproposti su piattaforme di nuove generazione.

Tra i due, Dragon Ball: Origins 2 è sicuramente il capitolo superiore, ma entrambi meritano di essere giocati soprattutto da chi ama la prima saga di Dragon Ball.

Una piccola chicca: la versione giapponese di Dragon Ball: Origins 2 include il gioco Dragon Ball: Shenlong no Nazō, un titolo per NES datato 1986, rilasciato solamente in alcuni paesi europei (mai in Italia).

Ma non disperare: comprare giochi retrò dal Giappone è più facile di quel che pensi, usando servizi intermediari di shopping come per esempio ZenMarket.

Dragon Ball Z: The Legacy of Goku, Dragon Ball Z: The Legacy of Goku II, Dragon Ball Z: Buu’s Fury (Game Boy Advance, 2002, 2003, 2004)

Screenshot di Dragon Ball Z The Legacy of Goku, Goku cammina per una città
Dragon Ball Z The Legacy of Goku su Game Boy Advance

 

Passiamo ora a Dragon Ball Z con questa trilogia ideale di giochi, tutti usciti su Game Boy Advance.  Si tratta di tre action-adventure con forti elementi RPG, che coprono ciascuno uno degli atti principali di Dragon Ball Z.

Dragon Ball Z: The Legacy of Goku racconta l’arco narrativo di Freezer, partendo dal primo incontro con Radish fino ad arrivare alla sconfitta dell’antagonista principale della saga.

Come per gli altri titoli della lista, anche in questo caso il gameplay è molto semplice: si tratta di un action-adventure con visuale dall’alto, dove Goku ha accesso ad un arsenale limitato di mosse per esplorare i livelli e combattere i nemici.

Il combattimento occupa una parte centrale in questo primo episodio; considerando che parliamo di un sistema molto semplicistico, questo contribuisce a rendere l’avventura in buona parte dimenticabile.

Se non ci fossero stati i sequel sarebbe stato più difficile consigliarlo, ma considerandolo come primo capitolo della trilogia, non può mancare in una collezione degna di questo nome.

Dragon Ball Z: The Legacy of Goku II migliora in tutto e per tutto il suo predecessore, raccontando per intero la saga di Cell.

I motivi della sua superiorità sono molteplici.

Innanzitutto, il gioco abbraccia molto più la componente adventure, abbandonando la linerità del primo capitolo in favore di un approccio più libero, con tante side-quest da sbloccare e location da visitare.

Oltre a questo, è possibile controllare diversi personaggi, ciascuno dei quali ha accesso ad un sistema di livelli molto più sofisticato, che rende anche la componente RPG più profonda in questo sequel.

Il terzo ed ultimo episodio, Dragon Ball Z: Buu’s Fury racconta la saga di Buu, andando ad approfondire ancora di più la formula di gameplay introdotta dal secondo episodio.

Qui troviamo infatti una maggiore personalizzazione della progressione del personaggio, la possibilità di usare le fusioni e persino quella di bloccare i colpi dei nemici.

Insieme al secondo capitolo, forma una coppia di discreti RPG, un’anomalia nella storia videoludica di Dragon Ball, da sempre più incentrata sui picchiaduro.

Dragon Ball Z: Shin Budokai - Another Road (PlayStation Portable, 2007)

Screenshot di Dragon Ball Z Shin Budokai Another Road, Trunks combatte Kid Bu
Dragon Ball Z Shin Budokai Another Road su PSP

 

Rilasciato in Giappone il 7 giugno 2007, Dragon Ball: Shin Budokai – Another Road fa parte della serie Budokai, sicuramente una delle più conosciute tra gli adattamenti videoludici di Dragon Ball.

Il motivo per cui compare nella lista è che, probabilmente a causa della sua uscita in esclusiva su PlayStation Portable, viene spesso dimenticato anche dai fan più fedeli della serie, nonostante sia davvero un buon titolo.

A livello di gameplay, ci troviamo di fronte ad un adattamento della formula Budokai in chiave portatile, con alcune semplificazioni rese necessarie dall’hardware meno performante di PSP, ma che non vanno a incidere profondamente sull’esperienza.

Quello che rende molto interessante il gioco è la sua posizione a livello narrativo.

Come si può intuire dal titolo, Another Road è una sorta di “what if”, che si chiede cosa sarebbe successo se Buu fosse arrivato nella timeline di Trunks del futuro.

La modalità storia si dipana attraverso numerosi scontri, ciascuno dei quali prevede diversi bivi narrativi, che portano a conseguenze differenti in base all’esito dei match.

Il gioco non sarà forse il migliore esponente della saga Budokai, ma il suo taglio narrativo peculiare lo rende un must per tutti gli appassionati di Dragon Ball.

Conclusione

Con questa panoramica, abbiamo visto solamente alcuni dei giochi meno conosciuti di Dragon Ball che ogni fan dovrebbe provare almeno una volta.

Si tratta di titoli che non hanno fatto la storia, né del franchise né tantomeno del videogioco come medium, ma che presentano comunque delle caratteristiche uniche e distintive.

Per questo motivo vale ancora oggi la pena giocarli, nonostante gli anni passati dalla loro uscita.

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Articolo| 21/11/2024 | retro-gaming

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